Chi ha impedito il divieto delle gabbie ha avuto accesso all’ufficio del Commissario UE per l’Agricoltura
European Livestock Voice (ELV), un gruppo di pressione del settore dell’allevamento intensivo che, secondo un’inchiesta condotta da Lighthouse Reports nel 2023, è collegato al blocco del divieto delle gabbie nell’UE, ha avuto accesso diretto al gabinetto del Commissario europeo Christophe Hansen.
Lo abbiamo scoperto attraverso l’analisi del registro per la trasparenza dell’UE: si tratta di un’azione di ingerenza grave che mette nuovamente in luce quanto la Commissione UE sia influenzata dall’industria zootecnica.

Perché l’influenza di European Livestock Voice è un problema
European Livestock Voice (ELV) è un gruppo di pressione identificato nel 2023 dal sito di giornalismo investigativo Lighthouse Reports come responsabile del blocco della legislazione sul divieto degli allevamenti in gabbia. Il 30 aprile 2025 la stessa organizzazione ha presentato le sue “5 raccomandazioni per la visione del futuro dell’agricoltura dell’UE” direttamente all’ufficio di Hansen.
Secondo l’inchiesta di Lighthouse Reports, ELV ha utilizzato “canali privilegiati” con funzionari della Commissione ad “alti livelli”, a seguito dei quali l’atteggiamento interno nei confronti della legislazione sul benessere animale è diventato “estremamente negativo”.
Animal Equality ha documentato questo accesso attraverso l’analisi del registro pubblico ufficiale europeo e ha presentato una richiesta di accesso ai documenti relativi alle “5 raccomandazioni per la visione dell’agricoltura dell’UE” ai sensi della legge sulla libertà di informazione (FOI).

Il ruolo di ELV nella lobby dell’industria zootecnica
ELV si definisce anche come una “piattaforma di comunicazione focalizzata sull’UE che partecipa attivamente ai principali dibattiti sul settore zootecnico“.
Nei fatti raduna una serie partner europei e nazionali coinvolti nella filiera dell’allevamento, come COPA COGECA, AVEC EU Poultry, la Federazione europea dei produttori di acquacoltura (FEAP), Euro Foie Gras e l’Unione europea del commercio di bestiame e carne (UECBV).

Il suo obiettivo principale dichiarato è “spiegare e sensibilizzare sulle pratiche e le difficoltà concrete incontrate sul campo dai professionisti dell’allevamento“. Secondo ELV, esiste “un divario crescente tra il campo e il processo decisionale a Bruxelles, spesso dovuto alla mancanza di informazioni o alla persistenza di cliché o informazioni false”, che deve essere colmato.
Ma come abbiamo dimostrato, questo divario finora è stato colmato soprattutto con un accesso iniquo agli uffici dei commissari europei da parte della lobby che rappresenta l’industria.

Cosa abbiamo scoperto dal Registro europeo per la Trasparenza
Animal Equality ha analizzato 708 incontri pubblici registrati nel registro ufficiale della Commissione europea, rivelando che negli ultimi 15 mesi i Commissari europei responsabili del mancato aggiornamento della legislazione europea sul benessere animale si sono incontrati quasi esclusivamente con rappresentanti dell’industria zootecnica.
In almeno 46 incontri, l’industria zoteecnica hanno discusso di benessere animale con i due Commissari e i loro collaboratori, una cifra sette volte superiore al numero di incontri ufficiali tenuti con le ong per i diritti degli animali.
Per denunciare questa influenza, con i nostri attivisti abbiamo organizzato una serie di proteste a Bruxelles davanti alle sedi delle istituzioni europee interessate. Tra queste, il 14 aprile, l’organizzazione ha realizzato una proiezione storica sull’edificio Berlaymont della Commissione europea a Bruxelles, denunciando l’influenza dell’industria zootecnica sulle autorità europee che dovrebbero essere responsabili del benessere animale.

Unisciti alla lotta
Mentre la Commissione europea continua a cedere agli interessi dell’industria dell’allevamento intensivo, noi – e milioni di cittadini – chiediamo un’azione immediata e decisa per porre fine alla sofferenza di milioni di animali.
Chiediamo ai Commissari Várhelyi e Hansen di presentare entro il 2026 una proposta ambiziosa e vincolante per una legislazione sul benessere animale. Per farlo, devono ascoltare le organizzazioni per i diritti degli animali e i cittadini che da anni chiedono il divieto di pratiche crudeli come l’alimentazione forzata, le gabbie e l’uccisione dei pulcini maschi.

Dobbiamo proteggere gli animali.
L’industria zootecnica non deve avere alcun ruolo nelle decisioni sul benessere animale. Le nostre voci sono più potenti del loro profitto. Insieme possiamo fare la differenza e cambiare le loro vite, per sempre.

AMICI, NON CIBO!
Passare ad un’alimentazione 100% vegetale è facile se sai come farlo!
Scopri tutti i consigli sul nostro sito dedicato.