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Eu-Mercosur: cos’è il trattato con cui l’Europa vuole importare più carne e soia dal Sud America e perché andrebbe fermato


L’accordo di libero scambio che dovrebbe unire il Sudamerica all’Europa rischia di incentivare sfruttamento animale, deforestazione, export di prodotti ad alto impatto climatico e molto altro.

Dati e approfondimenti dal report “Pianeta Svenduto” di Stop TTIP Italia 

L’Eu-Mercosur è un trattato di libero scambio – ancora in discussione – fra l’Unione Europea e alcuni paesi del Sud America (Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay), il cui scopo è facilitare l’export fra i paesi europei e sudamericani.

Attraverso questo accordo commerciale l’Europa spera di ottenere un accesso più facile al mercato sudamericano per l’esportazione di macchine e macchinari industriali, prodotti farmaceutici e finanziari, e la possibilità di fare offerte per appalti pubblici precedentemente preclusi alle società straniere. 

I paesi del Mercosur, dall’altra parte, sperano di ottenere un accesso più economico al mercato dell’UE per l’esportazione di alcuni dei loro principali prodotti agricoli: tra cui, ad esempio, carne e soia.

In realtà paesi europei e paesi del Sudamerica hanno già un fiorente scambio di merci, basta pensare che Brasile, Argentina e Uruguay sono già i primi tre paesi da cui l’Unione europea importa carne bovina. Se aggiungiamo il Paraguay (ottavo nella lista), i paesi del Mercosur rappresentano quasi l’80% di tutte le importazioni di carni bovine da parte dell’UE, con un totale di quasi 270 mila tonnellate nel 2018. 

È importante aggiungere anche che già oggi i paesi sudamericani forniscono all’UE il 90% della farina ricavata dalla soia (oltre 14 milioni di tonnellate) utilizzata come supplemento proteico nei mangimi animali (46,4% dal Brasile, 40,9% dall’Argentina, 3.5% dal Paraguay). 

L’abbattimento dei dazi in caso si decidesse di siglare l’accordo Eu-Mercosur favorirà ulteriormente l’export di questi prodotti che, però, come abbiamo mostrato nel nostro ultimo reportage che svela i legami tra industria della carne e deforestazione, favoriscono lo sfruttamento animale e gli incendi illegali nelle aree del sudamerica.

Guarda il nostro reportage “Perché il Brasile brucia”:

Un accordo che mette a rischio animali, Pianeta e persone

Solo nel 2020 e solo in Brasile sono state macellate più di 44 milioni di mucche. Il Brasile infatti è il più grande esportatore di carne bovina al mondo: con l’accordo Ue-Mercosur questo numero di animali uccisi potrebbe crescere esponenzialmente e non riguardare solo le mucche, ma anche gli altri animali allevati per la loro carne. 

Questi animali sono condannati a morire tra atroci sofferenze nei macelli del Sudamerica, per poi arrivare sulle tavole di tutto il mondo, Italia compresa. Il nostro Paese, infatti, con oltre 1 milione di tonnellate, è il primo importatore europeo di carne bovina dal Brasile, carne collegata a grandi multinazionali, come JBS – proprietaria in Italia tra gli altri del brand Rigamonti – accusata già più volte in passato di produrre su terreni disboscati illegalmente. 

Infatti non sarebbero solo gli animali a soffrire per l’accordo Eu-Mercosur. Le aree del Sudamerica coinvolte ospitano infatti alcuni degli ecosistemi più importanti del nostro pianeta, come la foresta Amazzonica, il Cerrado o il Pantanal. Come ti abbiamo mostrato nel nostro reportage “Perché il Brasile brucia?”, allevamenti intensivi e i macelli industriali sono responsabili di oltre l’80% della deforestazione di queste zone.

Le foreste vengono bruciate per fare spazio ai pascoli di bovini – per produrre carne da esportare – ma anche per la coltivazione di soia destinata a diventare mangime che poi viene anch’esso esportato per essere poi dato agli animali negli allevamenti di tutto il mondo. 

La salute di ecosistemi fondamentali come questi dipende non solo dai governi, ma anche delle decisioni che vengono prese dai mercati globali, dagli esportatori di materie prime, dai consumatori… siamo tutti coinvolti nel destino degli animali e del nostro Pianeta.

Nell’accordo Eu-Mercosur al momento non sono riconoscibili punti che garantirebbero esplicitamente la tutela delle foreste e degli altri ecosistemi:

Per quanto riguarda le foreste, ci si impegna contrastare il disboscamento illegale ma non si punta a penalizzare la soia, la carne bovina o lo zucchero coltivati su terreni disboscati illegalmente. Il piano d’azione dell’UE per arrestare la deforestazione e il degrado delle foreste, invece, richiederebbe che gli accordi commerciali dell’UE promuovessero filiere libere da deforestazione per i prodotti agricoli, mentre le clausole contenute in questo capitolo [dell’accordo Eu-Mercosur] non vanno oltre la promozione della “responsabilità sociale delle imprese” e della” condotta aziendale responsabile”. 

Dal report “Pianeta Svenduto” di Stop TTIP Italia

Di fatto tutti gli impegni a garantire che la carne che arriva in Europa non provenga da terreni disboscati illegalmente sono formulati in termini così vaghi da rendere difficile in caso di necessità accertare le responsabilità e intervenire.

Anche la tutela della sicurezza della salute delle persone è un tema sul tavolo: il via libera agli scambi di molti alimenti tra l’Unione europea e i Paesi sudamericani infatti preoccupa, per capire perché basta evidenziare alcuni fattori:

  • Il manzo refrigerato e il pollame dal Brasile si sono classificati, per i casi di Escherichia Coli-Shigatoxin, nella top ten dei cibi più pericolosi per il numero di allarmi alimentari che hanno fatto scattare in Italia nel 2018 secondo le elaborazioni Coldiretti su dati RASSF.
  •  In Brasile dall’inizio dell’anno sono stati approvati pesticidi (per le piante) e ormoni della crescita (per gli animali) molti dei quali sono vietati in Europa.

Sappiamo che anche in Italia – e in tutta Europa – gli animali allevati sono spesso costretti a vivere in condizioni terribili e che gli stessi allevamenti intensivi europei sono una minaccia alla nostra salute, oltre che una fonte di estrema sofferenza per gli animali, ma aggiungere un ulteriore fattore di rischio importando milioni di tonnellate di carne potenzialmente pericolosa dai paesi del Sudamerica non è certo una soluzione.

Fermare l’accordo Eu-Mercosur

Abbiamo visto come il trattato che liberalizzerebbe lo scambio di merci tra Europa e Sudamerica rischia di incentivare lo sfruttamento animale, la deforestazione e addirittura di mettere a rischio la salute dei cittadini e abbiamo toccato solo alcuni dei punti che interessano di più l’ambito di lavoro di Animal Equality, quindi gli animali, ma dietro a questo accordo ci sono anche altri rischi: dallo sfruttamento minorile alla violazione dei diritti dei popoli indigeni.

Anche solo limitandoci a guardare questo trattato da un punto di vista di impatto sugli animali è evidente come – così come è formulato – questo sia rischioso.

Per questo noi di Animal Equality, oltre ad aver rilasciato il reportage “Perché il brasile Brucia” per svelare il ruolo dell’industria della carne dietro alla deforestazione, abbiamo anche indirizzato un appello internazionale all’Unione europea chiedendo di non ratificare l’accordo commerciale UE-Mercosur fino a quando l’Europa stessa non adotterà un’opportuna legislazione che regoli i prodotti importati con standard specifici per il benessere degli animali e la sostenibilità ambientale.

Oltre a questo chiediamo di smettere di importare prodotti provenienti da queste pratiche crudeli per gli animali e distruttive per l’ambiente e di adottare politiche, sia interne sia estere, che aiutino a porre fine all’allevamento intensivo. Puoi aiutarci anche tu a far arrivare il nostro appello ai politici firmando la nostra petizione.


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