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Valvole delle gomme strappate durante la protesta davanti al macello Zerbini & Ragazzi di Correggio

Maggio 9, 2026

Correggio, 9 maggio 2026 – Durante una manifestazione pacifica e regolarmente autorizzata davanti al macello equino Zerbini & Ragazzi di Correggio (Reggio Emilia), diversi partecipanti hanno trovato le valvole delle gomme delle proprie automobili strappate via al termine del presidio. Circa un centinaio di attivisti e cittadini avevano preso parte alla protesta.

Cosa è successo

La manifestazione si è svolta in modo completamente pacifico e senza tensioni. Al termine dell’iniziativa, al momento del rientro ai veicoli, diversi partecipanti hanno scoperto che le valvole delle gomme delle auto erano state rimosse o strappate via, rendendo impossibile la ripartenza immediata.

Condanniamo il grave episodio, che ha colpito persone impegnate in una protesta non violenta e autorizzata.

La protesta del 6 maggio davanti alla Regione Emilia-Romagna

La protesta di oggi si inserisce nel percorso di mobilitazioni che abbiamo portato avanti nelle ultime settimane.

Il 6 maggio 2026 siamo tornati davanti alla sede della Regione Emilia-Romagna a Bologna per denunciare le nuove evidenze emerse dall’inchiesta all’interno del macello Zerbini & Ragazzi, già trasmesse in esclusiva dal TGR Emilia-Romagna.

La manifestazione era stata organizzata proprio in seguito alle nuove evidenze investigative, con l’obiettivo di portare all’attenzione delle istituzioni le criticità emerse sul sistema di macellazione equina.

L’inchiesta sul macello Zerbini & Ragazzi

Tra novembre 2024 e giugno 2025 è stata condotta un’inchiesta sotto copertura all’interno del macello Zerbini & Ragazzi di Correggio, che ha documentato gravi criticità e violazioni delle norme sul benessere animale.

Le immagini raccolte mostrano cavalli lasciati per giorni nei box o legati nelle stalle, in alcuni casi senza acqua e in condizioni igieniche precarie; episodi di manipolazione violenta; irregolarità nelle procedure di stordimento; e casi di sofferenza prolungata durante la macellazione.

Successivamente, analizzando i microchip di 24 cavalli, è emerso che tutti risultavano registrati all’estero (Francia, Polonia, Slovenia e Ungheria), con alcuni provenienti dal settore delle corse ippiche.

Un sistema di controlli lacunoso

Dalle verifiche effettuate emergono criticità nella tracciabilità degli equidi e nel sistema dei controlli lungo la filiera. In alcuni casi, la documentazione disponibile risulta incompleta o incoerente tra Paesi di origine e Italia, evidenziando un sistema frammentato che lascia ampi margini di opacità.

Agli approfondimenti si è aggiunta anche la denuncia dell’associazione Anima Equina Aps, secondo cui un cavallo non destinato al consumo umano (non DPA) sarebbe stato macellato all’interno della struttura.

Aggressioni davanti al macello

Il 13 dicembre 2025, davanti allo stesso macello, si erano verificati episodi di violenza ai danni di attivisti e rappresentanti istituzionali coinvolti nelle attività legate all’inchiesta.

Paolo Bernini, Stefania Ascari e Lorenzo Casadei sarebbero stati inseguiti, minacciati e aggrediti fisicamente, con conseguente intervento delle forze dell’ordine e ricorso alle cure sanitarie.

Non ci faremo intimidire

“Quanto accaduto oggi è un fatto estremamente grave e inaccettabile. Le persone che hanno partecipato alla protesta stavano esercitando pacificamente un diritto garantito dalla legge, chiedendo trasparenza e controlli rispetto alle violenze documentate sugli animali. Continueremo a denunciare ciò che accade all’interno dei macelli e a portare avanti il nostro lavoro investigativo e di sensibilizzazione.”

Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia.

Animal Equality Italia conferma che sporgerà denuncia a ignoti per atti aggravati alle autorità competenti per i danneggiamenti avvenuti al termine della manifestazione.

Fermare la macellazione dei cavalli: ora

Continueremo a lavorare senza farci intimidire da episodi come quello avvenuto oggi, portando avanti le nostre investigazioni e le nostre denunce contro il sistema di macellazione equina. Non arretreremo di un passo davanti a tentativi di ostacolare o scoraggiare chi chiede trasparenza e giustizia per gli animali.

Per questo rinnoviamo la nostra richiesta: fermare la macellazione dei cavalli e riconoscere agli equidi lo status di animali d’affezione, al pari di cani e gatti.

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