Crudeltà genetica: inchiesta sulla sofferenza dei polli negli allevamenti italiani

· 8 minuti · Youtube

NUOVA INCHIESTA: la crudeltà genetica che rende la vita dei polli allevati in Italia una costante sofferenza!

Abbiamo condotto un’investigazione MAI REALIZZATA PRIMA in Italia, per svelare la crudeltà dell’allevamento di polli sotto un punto di vista del tutto inedito.

Con il supporto di veterinari esperti, di analisi e radiografie esclusive abbiamo mostrato come le razze di polli a rapido accrescimento - le più allevate in Italia - siano frutto di una SELEZIONE GENETICA che ha reso indegna la vita di questi animali, condannandoli a continue sofferenze, disabilità e morte precoce.

Abbiamo analizzato non solo il destino dei polli confinati negli allevamenti intensivi ma anche la storia di 3 polli che hanno potuto vivere in un rifugio, con cure e cibo adeguati. La nostra ricerca ha dimostrato che le caratteristiche intrinseche di queste razze purtroppo non permettono di tutelare il benessere animale dei polli in nessuna condizione ambientale, in allevamento o altrove.

Chiediamo alle istituzioni italiane di fermare una volta per tutte questa crudeltà vietando le razze a rapido accrescimento nel nostro paese e sostenendo il bando in Europa, aiutaci firmando ora la petizione ✍️ https://animalequality.it/agisci/sofferenza-polli-broiler

#polloitaliano #carne #allevamenti

00:43 - I nostri investigatori in un allevamento di polli nel nord Italia
02:18 - Dati sull'allevamento di polli in Italia e nel mondo
02:54 - Gli effetti della selezione genetica sui polli allevati per la loro carne
05:58 - Il nostro appello alle istituzioni per aiutare i polli negli allevamenti italiani

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Animal Equality è un'organizzazione non profit per la protezione degli animali allevati a scopo alimentare, fondata nel 2006 e attiva a livello internazionale in 8 paesi.

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Transcript (Italian — it-it)

Animal Equality ha condotto un'investigazione 
mai realizzata prima in Italia per svelare la  
crudeltà dell'allevamento di polli sotto un punto 
di vista del tutto inedito.
I nostri investigatori
hanno lavorato ad un progetto di monitoraggio 
ed analisi dei polli in un allevamento del Nord Italia.
Con il supporto di veterinari 
esperti abbiamo potuto documentare come le  
razze di polli più allevate in Italia siano 
frutto di una selezione genetica che ha reso  
indegna la vita di questi animali, condannandoli 
a continue sofferenze, disabilità e morte precoce.
Il lavoro di ricerca comincia tra i capannoni 
di un allevamento, qui i nostri investigatori  
hanno raccolto i corpi di alcuni polli morti 
prematuramente.
I sette polli prelevati
rappresentano le sette settimane che passano 
in allevamento fino al raggiungimento del  
cosiddetto peso di macellazione.
Uno dei primi effetti evidenti di queste razze è
l'altissima  
mortalità presente negli allevamenti che supera 
il 5% del totale dei polli.
Più di 26 milioni di polli, infatti, muoiono ogni anno
ancora prima di arrivare al macello.
Il problema di questi animali
risiede nella selezione genetica estrema 
a cui sono stati sottoposti e per dimostrarlo  
abbiamo svolto una comparazione con tre polli che 
hanno invece avuto la possibilità di vivere in un  
rifugio, un ambiente sano e naturale.
Purtroppo neppure questi animali sono sopravvissuti ai  
tragici effetti della crescita spropositata dei 
loro corpi.
Solo uno di loro ha raggiunto l'anno
di vita, nonostante abbiano avuto la possibilità 
di vivere nelle migliori condizioni possibili.
L'osservazione comparata dei corpi dei polli 
cresciuti in allevamento e quelli che hanno  
vissuto in un rifugio ci ha permesso di mostrare
quello che molti studi scientifici sostengono già da tempo.
I gravi danni sulla salute di questi 
animali sono causati dalla selezione genetica  
a cui sono stati sottoposti ed è impossibile 
per loro sfuggire a queste sofferenze.
Nel mondo oltre il 90% dei polli 
sono di razze broiler e anche in Italia,  
dove si alleva oltre mezzo miliardo di polli all'anno, gran
parte di essi appartengono a razze  
a rapido accrescimento.
Il DNA di questi animali è frutto
di una selezione operata dall'essere
umano per ottenere la crescita accelerata delle 
parti più vendibili ai consumatori, petto e cosce.  
In sole sette settimane i polli passano da 60 
grammi circa a 3 chili, il peso che l'industria  
considera adatto alla macellazione.
È come se un bambino arrivasse
a pesare 300 chili in soli due mesi
I primi effetti negativi di questo 
rapido accrescimento sono visibili proprio
sullo scheletro dei polli.
I corpi che abbiamo esaminato in clinica mostrano
chiaramente come
i polli di sette settimane abbiano ancora delle 
ossa fragili e incapaci di sopportare il peso  
del loro corpo.
Quando questi animali vengono 
portati al macello, di fatto, non sono altro  
che pulcini troppo cresciuti con petti e cosce 
enormi, ma una struttura ossea ancora da cuccioli.
Questa fragilità predispone i polli allo sviluppo 
di deviazioni delle ossa o addirittura fratture,  
entrambi fenomeni che causano grandi sofferenze 
agli animali.
Dalle radiografie effettuate dai
veterinari, infatti, sono emersi casi di evidenti 
fratture riscontrate sia su uno dei corpi dei  
polli raccolti in allevamento sia nella 
radiografia svolta sul corpo di uno dei  
polli vissuti in rifugio.
Per via dei gravi danni 
fisici causati dalla selezione genetica, i polli  
broiler assumono la tipica posizione detta Splay 
Leg: seduti per terra con le zampe divaricate.
Questa posizione dimostra come lo scheletro non sia in 
grado di sostenere il peso del loro stesso corpo.
A causa di fratture, deviazioni e Splay Leg, i polli 
spesso fanno fatica ad alzarsi, reggersi in piedi  
e camminare.
In molti casi queste problematiche 
rendono difficile, se non addirittura impossibile,  
l'accesso al cibo e all'acqua, portando gli animali a una
morte lenta e dolorosa.
Anche i tre polli cresciuti in rifugio hanno incontrato
gravi difficoltà motorie.
Tutti loro, chi prima e chi dopo,
hanno smesso di potersi muovere in giovanissima 
età e nel caso di uno di loro è stato necessario  
creare un supporto artificiale per potergli 
permettere di reggersi in piedi.
Nonostante le attenzioni ricevute
il corpo di questi animali è una vera e propria prigione
dalla quale non  
si libereranno mai.
Ma i problemi allo scheletro 
non sono gli unici a cui polli vanno incontro per  
via di questa forte selezione genetica. I polli 
allevati per la loro carne, infatti, subiscono  
gravi danni anche agli organi interni.
In due dei sette corpi raccolti in allevamento, i
veterinari  
hanno potuto individuare delle fuoriuscite di 
sangue dalle vie respiratorie. Queste emorragie  
possono indicare una compromissione degli organi 
interni, una grave condizione che può portare al  
collasso e alla morte.
Tutto questo è sicuramente aggravato dalle condizioni negli
allevamenti.
Qui la concentrazione di ammoniaca è molto elevata e 
danneggia le vie respiratorie degli animali.
I polli passano tutta la loro breve vita su una lettiera 
che non viene mai cambiata ed è impregnata di deiezioni.
Ma anche in questo caso, l'analisi 
dei polli vissuti in rifugio ha dimostrato  
come i danni maggiori agli organi siano comunque 
attribuibili alla selezione genetica.
L'autopsia ha mostrato che proprio uno dei polli vissuti 
in rifugio aveva una polmonite molto forte che  
ha portato anche a gravi complicanze sul cuore. 
Proprio questa patologia è stata la causa della  
sua morte precoce.
È quasi impensabile che si sia potuta permettere la
creazione di animali   
geneticamente predisposti a soffrire. La legge 
italiana per la protezione degli animali negli  
allevamenti specifica chiaramente che devono 
essere adottate misure adeguate per garantire il  
benessere dei propri animali affinché non vengano 
loro provocati dolore, sofferenza o lesioni inutili.  
Nel caso dei polli a rapido accrescimento questo 
è del tutto impossibile. Per via della selezione  
genetica a cui sono stati sottoposti, questi 
animali sono condannati a sviluppare patologie,  
a subire lesioni inutili e a morire troppo in fretta.
I corpi degli animali che abbiamo raccolto  
in allevamento e i tre polli che hanno avuto la 
fortuna di vivere in un rifugio rappresentano  
solo una piccolissima parte delle vittime di 
questa selezione genetica.
Sam ha vissuto più a lungo dei suoi compagni.
Lui ha raggiunto l'anno di età e mostrava una grande
vivacità,
voglia di esplorare e tanta curiosità verso il mondo,
ma il suo corpo era già terribilmente compromesso dopo  
i primi mesi e alla fine, i danni della selezione 
genetica hanno portato anche alla sua morte.  
Nascere in un corpo destinato ad una morte tra 
atroci sofferenze è ingiusto e inaccettabile.  
È ora che le razze a rapido accrescimento 
siano messe al bando una volta per sempre.