Crudeltà genetica: inchiesta sulla sofferenza dei polli negli allevamenti italiani
NUOVA INCHIESTA: la crudeltà genetica che rende la vita dei polli allevati in Italia una costante sofferenza!
Abbiamo condotto un’investigazione MAI REALIZZATA PRIMA in Italia, per svelare la crudeltà dell’allevamento di polli sotto un punto di vista del tutto inedito.
Con il supporto di veterinari esperti, di analisi e radiografie esclusive abbiamo mostrato come le razze di polli a rapido accrescimento - le più allevate in Italia - siano frutto di una SELEZIONE GENETICA che ha reso indegna la vita di questi animali, condannandoli a continue sofferenze, disabilità e morte precoce.
Abbiamo analizzato non solo il destino dei polli confinati negli allevamenti intensivi ma anche la storia di 3 polli che hanno potuto vivere in un rifugio, con cure e cibo adeguati. La nostra ricerca ha dimostrato che le caratteristiche intrinseche di queste razze purtroppo non permettono di tutelare il benessere animale dei polli in nessuna condizione ambientale, in allevamento o altrove.
Chiediamo alle istituzioni italiane di fermare una volta per tutte questa crudeltà vietando le razze a rapido accrescimento nel nostro paese e sostenendo il bando in Europa, aiutaci firmando ora la petizione ✍️ https://animalequality.it/agisci/sofferenza-polli-broiler
#polloitaliano #carne #allevamenti
00:43 - I nostri investigatori in un allevamento di polli nel nord Italia
02:18 - Dati sull'allevamento di polli in Italia e nel mondo
02:54 - Gli effetti della selezione genetica sui polli allevati per la loro carne
05:58 - Il nostro appello alle istituzioni per aiutare i polli negli allevamenti italiani
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Animal Equality è un'organizzazione non profit per la protezione degli animali allevati a scopo alimentare, fondata nel 2006 e attiva a livello internazionale in 8 paesi.
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Transcript (Italian — it-it)
Animal Equality ha condotto un'investigazione
mai realizzata prima in Italia per svelare la
crudeltà dell'allevamento di polli sotto un punto
di vista del tutto inedito.
I nostri investigatori
hanno lavorato ad un progetto di monitoraggio
ed analisi dei polli in un allevamento del Nord Italia.
Con il supporto di veterinari
esperti abbiamo potuto documentare come le
razze di polli più allevate in Italia siano
frutto di una selezione genetica che ha reso
indegna la vita di questi animali, condannandoli
a continue sofferenze, disabilità e morte precoce.
Il lavoro di ricerca comincia tra i capannoni
di un allevamento, qui i nostri investigatori
hanno raccolto i corpi di alcuni polli morti
prematuramente.
I sette polli prelevati
rappresentano le sette settimane che passano
in allevamento fino al raggiungimento del
cosiddetto peso di macellazione.
Uno dei primi effetti evidenti di queste razze è
l'altissima
mortalità presente negli allevamenti che supera
il 5% del totale dei polli.
Più di 26 milioni di polli, infatti, muoiono ogni anno
ancora prima di arrivare al macello.
Il problema di questi animali
risiede nella selezione genetica estrema
a cui sono stati sottoposti e per dimostrarlo
abbiamo svolto una comparazione con tre polli che
hanno invece avuto la possibilità di vivere in un
rifugio, un ambiente sano e naturale.
Purtroppo neppure questi animali sono sopravvissuti ai
tragici effetti della crescita spropositata dei
loro corpi.
Solo uno di loro ha raggiunto l'anno
di vita, nonostante abbiano avuto la possibilità
di vivere nelle migliori condizioni possibili.
L'osservazione comparata dei corpi dei polli
cresciuti in allevamento e quelli che hanno
vissuto in un rifugio ci ha permesso di mostrare
quello che molti studi scientifici sostengono già da tempo.
I gravi danni sulla salute di questi
animali sono causati dalla selezione genetica
a cui sono stati sottoposti ed è impossibile
per loro sfuggire a queste sofferenze.
Nel mondo oltre il 90% dei polli
sono di razze broiler e anche in Italia,
dove si alleva oltre mezzo miliardo di polli all'anno, gran
parte di essi appartengono a razze
a rapido accrescimento.
Il DNA di questi animali è frutto
di una selezione operata dall'essere
umano per ottenere la crescita accelerata delle
parti più vendibili ai consumatori, petto e cosce.
In sole sette settimane i polli passano da 60
grammi circa a 3 chili, il peso che l'industria
considera adatto alla macellazione.
È come se un bambino arrivasse
a pesare 300 chili in soli due mesi
I primi effetti negativi di questo
rapido accrescimento sono visibili proprio
sullo scheletro dei polli.
I corpi che abbiamo esaminato in clinica mostrano
chiaramente come
i polli di sette settimane abbiano ancora delle
ossa fragili e incapaci di sopportare il peso
del loro corpo.
Quando questi animali vengono
portati al macello, di fatto, non sono altro
che pulcini troppo cresciuti con petti e cosce
enormi, ma una struttura ossea ancora da cuccioli.
Questa fragilità predispone i polli allo sviluppo
di deviazioni delle ossa o addirittura fratture,
entrambi fenomeni che causano grandi sofferenze
agli animali.
Dalle radiografie effettuate dai
veterinari, infatti, sono emersi casi di evidenti
fratture riscontrate sia su uno dei corpi dei
polli raccolti in allevamento sia nella
radiografia svolta sul corpo di uno dei
polli vissuti in rifugio.
Per via dei gravi danni
fisici causati dalla selezione genetica, i polli
broiler assumono la tipica posizione detta Splay
Leg: seduti per terra con le zampe divaricate.
Questa posizione dimostra come lo scheletro non sia in
grado di sostenere il peso del loro stesso corpo.
A causa di fratture, deviazioni e Splay Leg, i polli
spesso fanno fatica ad alzarsi, reggersi in piedi
e camminare.
In molti casi queste problematiche
rendono difficile, se non addirittura impossibile,
l'accesso al cibo e all'acqua, portando gli animali a una
morte lenta e dolorosa.
Anche i tre polli cresciuti in rifugio hanno incontrato
gravi difficoltà motorie.
Tutti loro, chi prima e chi dopo,
hanno smesso di potersi muovere in giovanissima
età e nel caso di uno di loro è stato necessario
creare un supporto artificiale per potergli
permettere di reggersi in piedi.
Nonostante le attenzioni ricevute
il corpo di questi animali è una vera e propria prigione
dalla quale non
si libereranno mai.
Ma i problemi allo scheletro
non sono gli unici a cui polli vanno incontro per
via di questa forte selezione genetica. I polli
allevati per la loro carne, infatti, subiscono
gravi danni anche agli organi interni.
In due dei sette corpi raccolti in allevamento, i
veterinari
hanno potuto individuare delle fuoriuscite di
sangue dalle vie respiratorie. Queste emorragie
possono indicare una compromissione degli organi
interni, una grave condizione che può portare al
collasso e alla morte.
Tutto questo è sicuramente aggravato dalle condizioni negli
allevamenti.
Qui la concentrazione di ammoniaca è molto elevata e
danneggia le vie respiratorie degli animali.
I polli passano tutta la loro breve vita su una lettiera
che non viene mai cambiata ed è impregnata di deiezioni.
Ma anche in questo caso, l'analisi
dei polli vissuti in rifugio ha dimostrato
come i danni maggiori agli organi siano comunque
attribuibili alla selezione genetica.
L'autopsia ha mostrato che proprio uno dei polli vissuti
in rifugio aveva una polmonite molto forte che
ha portato anche a gravi complicanze sul cuore.
Proprio questa patologia è stata la causa della
sua morte precoce.
È quasi impensabile che si sia potuta permettere la
creazione di animali
geneticamente predisposti a soffrire. La legge
italiana per la protezione degli animali negli
allevamenti specifica chiaramente che devono
essere adottate misure adeguate per garantire il
benessere dei propri animali affinché non vengano
loro provocati dolore, sofferenza o lesioni inutili.
Nel caso dei polli a rapido accrescimento questo
è del tutto impossibile. Per via della selezione
genetica a cui sono stati sottoposti, questi
animali sono condannati a sviluppare patologie,
a subire lesioni inutili e a morire troppo in fretta.
I corpi degli animali che abbiamo raccolto
in allevamento e i tre polli che hanno avuto la
fortuna di vivere in un rifugio rappresentano
solo una piccolissima parte delle vittime di
questa selezione genetica.
Sam ha vissuto più a lungo dei suoi compagni.
Lui ha raggiunto l'anno di età e mostrava una grande
vivacità,
voglia di esplorare e tanta curiosità verso il mondo,
ma il suo corpo era già terribilmente compromesso dopo
i primi mesi e alla fine, i danni della selezione
genetica hanno portato anche alla sua morte.
Nascere in un corpo destinato ad una morte tra
atroci sofferenze è ingiusto e inaccettabile.
È ora che le razze a rapido accrescimento
siano messe al bando una volta per sempre.