NUOVA CAMPAGNA: Fermiamo l’uccisione dei pulcini maschi

Ogni anno in Italia sono 40 milioni i pulcini maschi che vengono uccisi per la produzione di uova, ma la soluzione esiste. Animal Equality mostra le immagini, pubblicando oggi il primo report sul tema in Italia e lanciando un appello al Governo, proponendo misure per l’introduzione della tecnologia già usata in Germania e tanti altri paesi europei 

Animal Equality lancia oggi la campagna “Fermiamo la strage dei pulcini maschi”, con un appello al Governo italiano per chiedere che anche le istituzioni appoggino pubblicamente e promuovano l’introduzione di tecnologie che evitino l’uccisione sistematica dei pulcini maschi nell’industria delle uova. 

Come mostrano anche le immagini di Aussie Farms allegate all’appello e dal report esclusivo realizzato dai ricercatori di Animal Equality, i pulcini maschi vengono uccisi appena nati all’interno degli incubatoi, triturati vivi o soffocati in modo brutale.

All’interno dell’industria delle uova infatti, i pulcini maschi sono considerati di fatto inutili alla produzione, poiché non sono in grado di deporre uova e neppure sono “riutilizzabili” per la carne, trattandosi di specie diverse dai più comuni polli broiler. Per questo, ancora oggi, nel nostro paese i pulcini maschi vengono uccisi subito, entro le prime 24h dalla nascita e senza l’utilizzo di tecniche di stordimento. 

Animal Equality ha deciso di affrontare questo problema in modo concreto, anche grazie alla collaborazione delle proprie specialiste in benessere animale e politiche aziendali, pubblicando un report – il primo in assoluto in Italia di questo genere – che analizza il problema e fornisce le soluzioni attuabili, attraverso un’analisi di tutte le tecnologie disponibili attualmente.

Queste tecnologie infatti permettono di individuare ancora in-ovo il sesso dell’embrione, evitando del tutto la nascita di milioni di pulcini maschi.  

A seguito della ricerca, sono state formulate delle richieste chiare al Governo, perché anche le istituzioni si impegnino a rendere il settore agroalimentare italiano più innovativo e maggiormente attento al rispetto degli animali impiegati all’interno della filiera. 

Le richieste, rivolte in particolare al Ministro della Salute Roberto Speranza e al Ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova, includono:

  • Favorire l’introduzione di queste tecnologie nell’industria agroalimentare in Italia; 
  • Esprimersi pubblicamente a favore dell’introduzione di queste tecnologie nell’industria agroalimentare in Italia; 
  • Sostenere le aziende e le associazioni di categoria che si dichiarano pubblicamente a favore dell’introduzione di queste tecnologie nell’industria agroalimentare in Italia;

La soluzione, economicamente sostenibile, esiste. È una questione di volontà, etica e rispetto della condizione degli animali coinvolti nella filiera, oltre che di trasparenza nei confronti dei consumatori. 

«Si tratta di un problema riconosciuto a livello internazionale e che anche l’industria sta cercando di affrontare, ma che, a differenza di altri paesi, vede l’Italia ancora molto indietro. In Francia Carrefour vende già uova prodotte con la tecnologia dell’in-ovo sexing, in Germania il governo ha stanziato 8 milioni di euro per rendere questa tecnologia accessibile e numerosi importanti supermercati si stanno impegnando attivamente per mettere in commercio uova prodotte con questa tecnologia. L’Italia, d’altro canto, non ha ancora messo in moto nulla per risolvere un problema che riguarda circa 40 milioni di pulcini maschi solo nel nostro Paese» dichiara Alice Trombetta, Direttrice di Animal Equality in Italia. 

Questi sono i primi passi da compiere per prevenire l’inutile e crudele abbattimento di milioni di pulcini in Italia ogni anno. Si tratta di misure urgenti e necessarie che preverranno la sofferenza di milioni di animali.