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Esselunga abbandona le uova da allevamenti in gabbia

L’azienda si unisce a Coop e Lidl e dice basta alle galline rinchiuse in gabbia
Marzo 30, 2017 Aggiornato: 30 Marzo 2017

In seguito al dialogo con Animal Equality e altre organizzazioni, Esselunga annuncia una nuova politica che prevede l’eliminazione delle uova provenienti da allevamenti in gabbia da tutta la propria filiera, in vigore già da oggi. Inoltre, l’azienda ha esteso questa politica alla maggior parte dei prodotti a marchio Esselunga che contengono uova. Questa decisione ridurrà la sofferenza di quasi 900 000 ogni anno.

Animal Equality ha da poco pubblicato una scioccante investigazione sugli allevamenti di galline ovaiole in gabbia in Italia. Le immagini mostrano chiaramente l’enorme sofferenza delle galline, costrette a deporre un’enorme quantità di uova per il consumo alimentare. L’investigazione ha avuto particolare risonanza nei media e, a seguito della pubblicazione, molte aziende tra cui Giovanni Rana, Gemos e Dussmann si sono distanziate pubblicamente  da questo tipo di allevamenti.  

Già da tempo, anche Coop e Lidl si sono impegnate ad abbandonare gli allevamenti di galline ovaiole in gabbia. La pubblicazione di Esselunga dà un segnale ulteriore al settore della grande distribuzione in Italia, chiarendo che la sofferenza delle galline ovaiole in gabbia deve finire al più presto. Nonostante eliminare le gabbie non significhi eliminare la sofferenza, queste politiche aziendali costituiscono un grande primo passo verso la riduzione della sofferenza degli animali. Ma puoi fare di più per aiutare le galline, semplicemente smettendo di mangiare uova. Scopri quanto è facile!


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